Coronavirus, Territorio e Ambiente. Variabili di base

CAPIRE I PROCESSI IN ATTO

Capire meglio le modalità della diffusione della COVID-19 (la malattia provocata dal SARS-Cov2 – il  Coronavirus responsabile dell’attuale pandemia) sul territorio  e nell’ambiente è fondamentale per poter prendere le conseguenti decisioni di comportamento (a livello istituzionale, individuale, di organizzazione economica o sociale).

Capire meglio significa analizzare dati riferibili alle variabili in giuoco, riconoscere quelle utilizzabili, la loro distribuzione spaziale attraverso mappe adeguate, verificarne le variazioni nel tempo attraverso un opportuno monitoraggio.

Due sono le categorie di dati da considerare per analizzare le relazioni cercate: quelli relativi a variabili di tipo sanitario e quelle relativi alle variabili di tipo eco-territoriale .

QUALI VARIABILI? QUALI LIVELLI SPAZIALI?

Quali variabili?  Nel campo eco-territoriale non tutte hanno la stessa rilevanza potenziale. Ai fini di una mappatura e di un monitoraggio dei processi in corso hanno importanza  quelle di tipo demografico, quelle legate alla qualità ed ai movimenti dell’aria (mezzo attraverso cui il virus si diffonde), quelle legate ai movimenti delle persone (trasporti pubblici e privati, pendolarismo ecc.), oltre naturalmente a quelle derivate dalla geografia dei focolai iniziali. La ricerca di spiegazioni più  profonde sulle cause delle differenze di gravità nella distribuzione dei contagi richiede approfondimenti sul ruolo potenziale della struttura del territorio (es. livelli  e tipi di urbanizzazione.), sul rapporto fisico tra vita  delle persone e spazi privati e pubblici usati (il verde urbano;  quelli del contesto rurale periurbano; quelli esterni della natura, dei parchi, del turismo), fino ad arrivare alle modalità attraverso cui si è sviluppato negli ultimi anni (anche geograficamente) il peggioramento della crisi nel rapporto uomo-natura.

Le variabili eco-territoriali effettivamente utilizzabili nelle analisi devono peraltro poter essere confrontate in modo congruente con quelle effettivamente disponibili per quanto riguarda il  campo sanitario . Nell’attuale Fase 1 (di emergenza) il Ministero della Salute sta rendendo quotidianamente disponibili a livello regionale i dati parziali relativi ai contagiati (attualmente positivi, deceduti, dimessi/guariti) ed alla situazione ospedaliera  (ricoverati con sintomi, in terapia intensiva, in isolamento domiciliare). A livello provinciale sono invece resi disponibili solo i dati relativi ai contagiati cumulativi totali.

Mentre ai fini istituzionali e  normativi il livello regionale è quello di riferimento per una territorializzazione delle misure, ai fini della  ricerca delle relazioni e nella mappatura e monitoraggio dei processi occorre scendere anche almeno al livello provinciale.  Le variabili sanitarie di base effettivamente  utilizzabili sono quindi i contagiati cumulativi totali e le relative dinamiche nel tempo su base giornaliera.

ATTIVITA’ IN CORSO

Nel quadro degli obiettivi precedenti è stato attivato, all’interno dell’Associazione Analisti Ambientali, un gruppo di lavoro che procede da marzo 2020 ad una raccolta periodica  ed a elaborazioni dei dati delle variabili disponibili a livello provinciale. Il fine è quello di trarne indicatori utili ai fini del riconoscimento di  processi e situazioni territoriali rilevanti , anche mediante una loro  mappatura mediante  GIS. Nella figura successiva si mostrano due mappe dei contagi cumulativi totali in due differenti date (1 aprile e 12 aprile 2020), e alcuni istogrammi dei nuovi contagi giornalieri  in alcune regioni nel periodo 29 marzo – 12 aprile.

Con l’obiettivo di seguire l’evoluzione dei processi in atto, almeno per questa fase di emergenza e di una parte di quella di riapertura/transizione (Fase 2), il lavoro analitico avviato sta procedendo con una restituzione dei risultati in un’ottica di monitoraggio, sia pure non a livello giornaliero). La variabilità dei dati giornalieri a livello provinciale può essere  infatti elevata, sia per l’effettivo andamento dei contagi reali sia per cause dipendenti dalla raccolta e trasmissione dei dati ai successivi livelli (provinciale/regionale/nazionale). Possono crearsi artefatti di lettura dei processi. Si è pertanto decisa una temporalizzazione delle elaborazioni su base settimanale.  La tabella seguente riporta, come esempio, i dati a livello regionale del 14.4.2020, sia come contagi totali cumulativi dall’inizio dell’epidemia sia come nuovi contagiati  nell’ultima settimana di rilevamento.

14 aprile 2020 Totale contagiati Nuovi  contagiati (7gg)
TOT. ITALIA 162488 26902
Regioni
LOMBARDIA 61326 9001
EMILIA ROMAGNA 20752 2927
PIEMONTE 17690 4347
VENETO 14432 2507
TOSCANA 7527 1354
LIGURIA 5808 1051
MARCHE 5426 716
TRENTINO A.A. 5325 1038
LAZIO 5111 962
CAMPANIA 3769 621
PUGLIA 3118 604
FRIULI V.G. 2520 367
SICILIA 2501 404
ABRUZZO 2245 446
UMBRIA 1321 58
SARDEGNA 1138 203
CALABRIA 956 123
VALLE D’AOSTA 947 112
BASILICATA 319 28
MOLISE 257 33

 

PASSI SUCCESSIVI

In conclusione, per una certa data  e realtà territoriale (regionale o provinciale), il totale contagiati ed i nuovi contagiati nell’ultima settimana possono essere considerate le variabili di base primarie utilizzabili per seguire l’evoluzione della crisi sanitaria su base territoriale.

Si apre a questo punto il tema di quali possano essere ulteriori parametrizzazioni sui dati di base precedenti, che possano funzionare come indicatori ai fini analitici/interpretativi (es. rapporti con altre variabili eco-territoriali), o a fini orientativi per i percorsi decisionali in corso e che si renderanno necessari nella prossima Fase 2.